Scopri cosa può fare per te la naturopatia in questo cambio di stagione

(LA)

«Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas, etsi tuam naturam mutabilem inveneris, trascende et te ipsum.»

(IT)

«Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: nell’interiorità dell’uomo abita la Verità, e se troverai la tua natura mutabile, trascendi anche te stesso.»

(Agostino, De vera religione, XXXIX)

Uno dei momenti più importanti dell’anno. Rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo di vita che rimanda alle usanze agricole del passato. Tempo di raccolta delle messi, di conta e riposo in preparazione al freddo inverno.

L’equinozio non è un giorno, ma è un istante preciso: è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest’ultimo si trova allo zenit dell’equatore.

Accade due volte l’anno; l’equinozio di settembre termina l’estate e introduce l’autunno mentre quello di marzo segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

Il giorno che si trova a metà fra i due solstizi, è tempo di equilibrio, quando la luce e le tenebre sono uguali ed ha delle corrispondente nella mitologia greca con il culto di Demetra e la leggenda del rapimento della figlia Persefone da parte di Plutone, dio dell’Ade, vicenda che avrebbe dato origine al succedersi perenne della stagione luminosa e calda e di quella buia e fredda.

Raccogli i frutti e rivolgi lo sguardo all’interno

Nell’antichità miti e leggende servivano per trovare una spiegazione al passaggio delle stagioni che segnava l’alternarsi del lavoro nei campi, dei raccolti e del riposo. Questi culti rivelano anche come l’osservazione dei cicli naturali attraverso il lavoro agricolo conduce l’uomo una nuova speranza di vita attraverso la trasformazione ,si vedano per esempio le operazioni di raccolta, spremitura, fermentazione del vino, analogia del ciclo vita-morte-trasmutazione o passaggio ad una nuova vita. Eventi vissuti come feste di famiglia di grande significato.

Connessa ai significati dell’Equinozio è anche la festa dell’Arcangelo Michele legato alla forza solare e al vigore marziale. Egli appare infatti nell’iconografia cristiana come difensore della Luce che con una spada in mano abbatte un mostro tellurico accasciato ai suoi piedi e simbolo delle forze sotterranee del male. Nonostante dunque in questo momento dell’anno il vigore fisico della natura si affievolisca l’Arcangelo Michele, festeggiato il 29 settembre, è un

L’Equinozio di Autunno ci invita al raccoglimento, al silenzio, al buio. E’ l’inizio di un periodo intimo, da accogliere e analizzare. Fatto di presenza a noi stessi, vivendo l’istante presente con consapevolezza e centratura.

Da vivere con rituali lenti, meditazioni e prese di coscienza che nascono da musiche evocative, letture introspettive, attimi di presenza nella natura. Ma anche stimolati da incensi e oli essenziali riequilibranti, movimenti di Yoga lenti e fluidi, bagni di luce, solare e lunare.

E’ un appello al coraggio, alla forza, alla sconfitta della paura che cresce con l’approssimarsi del buio e della stagione fredda. Rappresenta perciò la forza interiore di ognuno, capace di attraversare l’Abisso per ricominciare un nuovo ciclo.

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Daniela

    La sensazione di questa “transizione” è davvero molto forte: chi vive in presenza, non può che accoglierlo con gioia. Grazie per questo post.

    1. Irene Musolino

      Ciao Daniela, Grazie a te!
      La presenza nell’istante è una chiave importante in questo processo di transizione.
      Ci permette di portare a consapevolezza ogni attimo vissuto e incentivare la sensazione di poter cambiare ciò che causa sofferenza. Ecco perché ogni cambio di stagione è stimolante a suo modo, e motore per apprezzare la sensazione di rinnovamento che porta con se.
      Piacere di averti letto.
      Irene

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